Friday, March 11, 2011

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Night Khazaka.


Era da poco passato mezzogiorno. I binari della stazione di Alma Ata parevano immersi in una lattescenza pallida dalle sfumature grigie che impediva di scorgere anche i binari. La poca neve che riusciva a cadere dal cielo ghiacciato sembrava sospesa per aria e faticava a scendere quasi timorosa di sporcarsi tra le banchine inzaccherate. Nascosto dietro i pilastri, infagottato in una dublijonka di pelle unta, un vecchio uzbeko segaligno stava mummificato dal freddo, con gli occhi ridotti a fessure sottili. Davanti a lui, ordinate su di un piccolo banchetto di legno, una piramide di enormi mele verdi e rosse. Le famose mele di Alma Ata, il Posto delle Mele, dolcissime, forse le più buone del mondo, così almeno recitava lo scrostato manifesto di benvenuto fuori della stazione.


G. ne comprò un paio, le più grosse all'apparenza e salì the car number 5, the one where a friend had found a full free compartment. The capavagone showed him with tired act before disappearing into her den and there he sat down to better putting the suitcase and the black market contracts in front of him. The train leaves at 13: oo on time, as always, smooth, with a slow and relentless progression to leave the city now only a faint flicker in the mist still. Thirteen long hours before coming to Chimkient. The train was spinning fast and smooth, almost noiseless as slipping on a thin white carpet. The blinding whiteness beyond the glass covered by roses of ice, had a value almost hypnotic in its monotony without end, so as to confuse the senses, to bring up the convoy almost stopped, as if tired of that non-landscape had decided to let go, stop and gently smooth the endless steppe to let die, prey of iron in greedy jaws of frost.


Fog and snow, pure white color that blunts the poor within the compartment to zero, making it invalid even the passage of time, a variable that may not exist in the desert, does not pass, maybe the second suit various fees, remaining motionless for a long time and then suddenly be gone. No horizon, no landmarks or distant mountains as a backdrop ad uno spettacolo senza parole. Solo una lieve mutazione nel tono di luce annunciò che forse erano già passate molte ore e che un'altra oscurità ancor più caliginosa avrebbe sostituito entro breve tempo il grigiore pallido del giorno. G. si trascinò fino al Vagon Restaurant, senza grandi speranze. Era quasi deserto e sulle tovaglie sporche vicino ad un vasetto con fiori di plastica striminziti e tristi, un cameriere assonnato gli servì una salijanka, la scipita minestra siberiana , dove tra i grandi occhi di grasso galleggiava qualche pezzetto di materia biancastra e un trancio di pesce senza nome, forse un pangasio cinese che gli parve stoppa cenciosa. Rinunciò alla seconda mescita di acqua scura spacciata come thé e ritornò mestamente nel proprio scompartimento per cercare di dormire almeno qualche ora.


La steppa khazaka era ormai scomparsa dalla vista, se mai c'era stata. La notte era scesa di colpo ad assassinare un altro giorno inutile. G. cercò il grande tasto di bachelite sovietica marrone per spegnere la luce, quando, inattesi e sconosciuti, due colpi leggeri, come di nocche gentili batterono la porta. L'anta si aprì piano, scivolando quasi senza rumore. Davanto a lui si ergeva, gigantesca una figura inquietante. Un donnone enorme, quasi due metri di una Khazaka che il parka cinese con inserti di pelliccia di cane rendeva ancor più immensa, fino a farle occupare per intero la luce dell'apertura. Guancione compress the red eyes almost closing them while blacks thinning hair and a greasy hat disappeared in thick wool color indefinitely. He had his hands around her neck and wreaths of different species of red peppers and satanic horns as long as it reached out to him a wink. He showed that the goods of the big toe almost mingled with fat and covered by the ravages of frost. It seemed to giggle in front of the denial of G. frustrated for having opened the door, then suddenly a voice thin and sharp, asked, "Italianiez? - I wonder how it is, but everyone is now aware of our nationality, or perhaps more simply, she was informed by capavagone. G. From delivered a mutilated.


A quel punto la Khazaka spalancò la bocca in quello che voleva essere un largo sorriso, mostrando due file di zanne completamente ricoperte di lamina d'oro su cui la scarsa luce della lampada centrale provocò uno scintillio sinistro, un bagliore quasi minaccioso. I 150 kili si spostarono sulla gamba sinistra, per assumere una posizione più vezzosa poi, in tono che parve più che mai ammiccante esalò: - Strip tease? sex massage y khazak bunga bunga, iesli xatitie ? (se volete?)- Gli occhi sbarrati di G. fornirono già una risposta esaustiva, bofonchiò comunque uno strascicato - Spassiba - e riuscì a chiudere la porta lasciando ad altri l'offerta tentatrice. Spossato si coricò sul sedile. Poco dopo, ma chi può dire quanto tempo trascorse, il treno entrava fischiando nella stazione di Chimkient. Erano le due e quattro minuti. In perfetto orario come sempre. Prima di scendere, G. addentò una delle due mele, quella più grande, dalla parte dove il verde cambiava in rosso acceso. Era davvero dolcissima.




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